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SPORTS DESK
#01/99
Giorgio Salvadego's E-Zine for sports boardgamers

DOVE CI ERAVAMO LASCIATI?
Mmmm, un bel po' di tempo fa! Eravamo più giovani, con qualche chilo in meno, e di sicuro un po' meno voglia di giocare (ma appena-appena meno, sia chiaro). Eravamo in quel di SPORTS CENTER, l'ormai per me (per gli altri non lo so) mitico "primo minifoglio in italiano dedicato alle Simulazioni Sportive da Tavolo", e come ho detto più volte alla sparuta pattuglia di superstiti sportivi italiani, siamo di fatto gli iguana di un certo mondo ludico, ovvero i superstiti dell'epoca dei dinosauri. Ma come accade spesso in natura, dove la selezione viene effettuata in maniera spietata, i migliori restano e quindi vediamo di ricominciare a divertirci un po'.

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A proposito, vi consiglio di scaricare questo pistolotto sul vostro
HD e poi di leggervelo con calma off-line, dato che la Telecom
ritiene ancora Internet una cosa da siuri e quindi ci schiaffa su la
TUT intera senza nemmeno un po' di vaselina. Dei veri tipi tosti...
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CHE COSA CI SIAMO PERSI?
Se dovessi fare l'elenco di tutto quello che è scomparso dall'ultimo numero di SPORTS CENTER a questa ripartenza sul Web, non mi basterebbero alcuni Mb di memoria. Diciamo che abbiamo perso un bel po' di giochi che ci allietavano, qualcosa di nuovo è arrivato, ne parlo più avanti, e qualcosa abbiamo pure scovato (in fondo lo spirito di Indiana Jones aleggia su di noi ).
Alla fin fine con queste perdite gli unici che ci ringraziano è il portafoglio ed il misero conto corrente bancario...
Ma con i giochi che ci sono rimasti avremo sicuramente perso tanti bei film e concorsi a premi in tv (con e senza aiutini, aaaaaagh!), ma abbiamo di sicuro guadagnato in vivacità spirituale, specie quando con gli ultimi due tiri di dadi abbiamo risolto le partite a nostro favore (la più vera e nascosta libidine per gli appassionati delle SST).
Abbiamo perso (o stiamo per perdere in un caso) parecchie fanzines o newsletters ufficialmente autorizzate, alcune con vero e totale rimpianto, ma il fatto che lentamente il Web ci stia restituendo un po' di spazio e di fiato non può che farci riaccendere una fiammella di speranza. Un brodino caldo per un paziente moribondo? Beh, diciamo che il paziente è grave e necessita di cure premurose e costanti.
Abbiamo perso SUMO di Mike Siggins, per ragioni assolutamente superiori a qualunque cosa, abbiamo perso The Letter di Ellis Simpson, per motivi personali, abbiamo perso Major League, per questioni forse stravaganti di Mike Clifford e zone collegate, e come non ricordare GAME WORLD di Bob Valvano, una fanzine essenziale ma con il non ambito difetto di essere la più mal assemblata fanzine del nostro settore, e poi alla fin fine, ma sì citiamoci, Sports Center, che se non altro era scritta in italiano, e la SOM REVIEW mitico bollettino indipendente sui giochi Strat-O-Matic.
Facciamo due conti? Mediamente abbiamo perso una ventina di pagine al mese di roba da leggere sui nostri giochi.


COME SIAMO MESSI?
Sembrerà strano ma oggidì non ci va poi da schifo.
L'APBA Journal continua a sfornare capolavori da antologia e si stà proponendo come "APBA2 the New Game Company". Produce i nuovi sets di carte per Golf (ne sappiamo qualcosa), bowling, hockey ghiaccio, cavalli e pugilato. Manca solo il basket e in pratica manda in pensione l'indirizzo di 1001 Millersville Road, che visti i tempi un po' grigi che girano... Come se non bastasse pubblica delle interviste mostruose, a dir poco, con tutti i big del mondo ludico APBA, come è l'intervista di Scott Lehotsky con Alison Gordon, se ci fosse bisogno della riprova. Eric Neftaly, il deus ex-machina avrà pure 4 by-pass coronarici, ma per quello che produce c'è da inchinarsi ogni volta che passa per strada!
Chi invece perde colpi impietosamente (e per me misteriosamente) è STRAT FAN, l'erede naturale della SOM REVIEW, pubblicata da Glenn Guzzo. Qui la cosa è curiosa, da un certo punto di vista. Sento già delle chiare inflessioni padovane cominciare a gracidare apertamente ogni volta che menziono tre lettere dell'alfabeto in un certo ordine, però alcune cose vanno dette (e temo di averle già dette in passato): chi gioca APBA e chi gioca SOM hanno due approcci completamente diversi. Il gamer devoto all'APBA ama parlare tanto sopra i suoi giochi, a volte con un fervore di tipo religioso, e quindi non lesina parole scritte, il gamer SOM vuole solo rollare dadi, flippare Fast Action Cards e ha poco tempo per leggere. Sono quindi due modi di affrontare la cultura ludica, che poi alla fine danno questo risultato, un rapporto di oltre 3:1 tra i partecipanti delle convention che si sono tenute l'anno scorso tra giugno (APBA) e fine luglio (SOM). Tutto sommato sono contento di essere stato ad Akron e con mia sorpresa di essere stato l'unico non nord-americano che ha partecipato alla SF Con.
Ma non divaghiamo: dicevo, è strano che Strat Fan sia in sofferenza tale da chiudere quest'estate e trasformarsi (pare) in una pagina Web più o meno aggiornata sul mondo Strat-O-Matico. Strano, perché Guzzo sa scrivere (è un giornalista professionista) ha avuto alcune idee interessanti e meritorie (l'originale rivista + set di carte a centro giornale non era niente male) ma l'apatia dei gamers SOM a sedersi in divano e aprire qualcosa con poche figure e tante parole non deve avergli lasciato scampo. E mi permetto di aggiungere: e non deve essere stata secondaria la scarsa affluenza alla Convention di Akron a spingere sul pedale di mollare. E' chiaro che pensare di avere magari anche solo 50 fanatici pronti a scucire anche 100 dollaroni per un set di hockey old-timer non basta sicuramente a ripianare tutti i costi di produzione, e questo Glenn l'ha detto chiaramente a me e al mio amico Scott Trester da Chicago (GO Cubs! Sammy rules!! 8-P ). Quando in tipografia premono il tasto Start sulla rotativa prima di due o trecento copie la macchina non si ferma, e quindi il magazzino scorte fa presto ad ingrandirsi.
Comunque va notato come storicamente l'approccio delle fanzine Strat-O-Matic sia comunque sempre stato molto più "light" rispetto a quelle APBA (che in un certo periodo assomigliavano molto più alla Pravda dei tempi andati che ad una moderna newsletter. Ricordo che fino alla scomparsa di Dick Seitz - più o meno - era espressamente vietato nominare qualunque altra Game Company...).
Se Glenn legge questo mio pistolotto è caldamente invitato a dire la sua. Ne sarei onorato.


CHI NON MUORE SI RIVEDE?
OVVERO
CHE C'E' DI NEWS...

Potrà sembrare un modo un po' macabro, ma come descrivere diversamente il ritorno di REPLAY BASEBALL?
Il paisà Pete Ventura ci ha provato, anche perché abita ad un tiro di schioppo da Carmichael, PA, dove John Brodak era solito stampare e spedire le annate di Replay dei bei tempi andati.
A furia di dai e dai Pete è riuscito a farsi ammollare il listato in versione Mac per fare le carte, poi ci ha messo del suo con il solito metodo cosiddetto del "Reverse Engineering" (che potremmo tradurre come "costruzione a ritroso") e ha tirato fuori una versione riveduta graficamente del gioco originale.
Con dei roster un po' all'osso, ma sempre meglio di un calcio nelle palle, ed un qudernone ad anelli come rilegatura per il set di carte formato libro (ed un cordiale saluto alle royalties alle MLBPA) ed eccoci di nuovo a rollare dadi alla stragrande. Lo confesso, è bello ritrovare dei vecchi amici.
E a proposito di vecchi amici: anche EXTRA INNINGS è rinato! Ron Bernier è stato l'artefice della rinascita, con una web page tutta dedicata al gioco di Jack Kavanaugh. L'indirizzo è http://members.xoom.com/extrainnings/ e lì troverete tutto e, tanto per cambiare gratuitamente. Anche STATIS-PRO HOCKEY è riapparso nella rete, ma il sito è talmente incasinato e lento che non perdo neanche tempo a passarvi l'URL, perché scaricare tutto il gioco vi costa quasi come un bel sistemone al Superenaloto e la Telecom ci cucca già abbastanza quattrini solo come sappiamo bene qui in Italia.
E visto che si parla di redivivi che dire di Bob Valvano?
Lancia il sasso su Sports Gaming Digest fa andare tutti su di giri, e poi sparisce di nuovo...
Se non lo sapete Harold Richman ultimamente preferisce giocare con gli avvocati (suo malgrado) che non con le sue creature.
Un ex-giocatore dei Cincinnati Reds, rimasto a corto di foglietti verdi chiamati US Dollars, starebbe cercando di spillare un bel po' di biglietti fruscianti alla SOM visto che la ditta di Long Island stà per ristampare una vecchia annata nel quale il tipo pur essendo a roster con i Reds, non era propriamente un titolare nel line-up...


Basta, voglio andare a giocare, io!
Click.
Giorgio

P.S.:
Sports Desk è scritto sul ghiaccio, e la temperatura di giugno 1999 qui a Marghera tra una nube tossica e un'altra non c'entra poi più di tanto...
Che sia anche per una inconscia reminescenza del detto veneziano "Nota sul giasso"?



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